marcel proust

LA VITA E LE OPERE

Figlio di un medico, Adrien, di antica famiglia cattolica di Illiers (che lo scrittore rievocherà come Combray nella sua opera) e di un'israelita di origine alsziana, Jeanne Weill, appartenente alla ricca borghesia, crebbe sempre cagionevole di salute, accanto all'amato fratello secondogenito, Robert.

A nove anni marcel proust contrasse quella malattia (asma bronchiale) che lo tormentò tutta la vita e lo condusse a morte. Compì gli studi liceali al Condorcet, dove conobbe Daniel Hal&aecutevy, Fernand Gregh, Robert de Flers e Marcel Boulanger. Allievo modello, specie per la filosofia, che era insegnata da Alphonse Darlu, subì però l'influsso delle teorie di Bergson, del quale tutta via non seguì mai i corsi. All'università fece studi di diritto e poi di scienze politiche.

Compiuto il servizio militare volontario (1889), si impiegò, per breve tempo, alla Bibliothèque Mazarine, ma il gusto innato degli ambienti borghesi lo trasse presto dal noioso ufficio e gli fece intraprendere, anche questa volta per un tempo breve, la carriera diplomatica. La passione letteraria lo guarì anche di questo capriccio e nel 1982 fondò, con gli amici del liceo, la rivista Le banquet che uscì soltanto con otto numeri, senza tuttavia rivelarlo.

Elegante, raffinato,dedicò la maggior parte dl suo tempo (1895-99) alla scrittura del Jean Santeuil(uscito postumo nel 1952) e hai salotti, dove tuttavia si sentiva a disagio, sia per la sua mancanza di titoli nobiliari sia per il fatto che, figlio di madre ebrea era considerato da molti un mezzo sangue senza talento e senz apersonalità. La sua simpatia per Dreyfeus (era allora esploso l'affaire), il suo atteggiamento di difesa gli alienarono gli ambienti conservatori di Parigi.

Proust soffrì, nevrotico come era fin dall'adolescenza, per questa esclusioni e per le inimicizie che la sua insofferenza ad accettare le funzioni sociali gli procuravano. Pur tra varie delusioni strinse nuove amicizie, con R. De Montesquiou, Bertrand de Fénelon (che gli ispirerà i trattati fondamentali del suo personaggio Robert de Saint-Loup).

Conobbe i principi di Bibesco, frequentò il celebre salotto letterario della principessa Matilde. Conobbe Charles Maurras e A. Anatole France, che scrisse la prefazione (forse dovuta alla penna di M.me De Caillavet) al suo Les plaisirs et les jours, pubblicato, senza grande successo, nel 1896. La critica giudicò l'opera preziosa e decadente.

Jean Lorrain definì quelle pagine come dei "petits riens d'élegance" e ne nacque un duello, in cui Proust si comportò molto bene. Ciò che la critica non seppe vedervi era la profonda sensibilità dell'autore, che rivelava anche un acuto senso dell'arte. Proprio cedendo a questo gusto Proust tradusse due opere di Ruskin e le pubblicò nel 1904 e nel 1906. Non conosceva bene l'inglese, ma vi lavorò a lungo, facendone un saggio di stile e di lingua. Intanto era stato colpito dalle prime grandissime sciagure: la morte del padre nel 1903 e della madre nel 1906.

Ancora bambino aveva scritto in un diario che il colmo dell'infelicità era la separazione dalla madre. Qualche anno dopo (1914) morì, in un incidente aviatorio, l'amatissimo segretario Alfred Agostinelli. Proust, che già si era rinchiuso in se stess o, isolandosi in una stanza foderata di sughero nel boulevard Haussmann, infastidito dai rumori dalla luce, forse soltanto costretto dalla sua nevrosi a vivere di notte e a riposare di giorno, aveva intanto composto un Contre Sainte-Beuve (1907), che è un saggio dedicato in realtà più a Balzac che al famoso critico, pages e Du coté de chez Swann (1913; Dalla parte di Swann), la prima parte di quel capolavoro il cui ciclo costituì À la recerche du temps perdu (Alla ricerca del tempo perduto).

La ragione di tutta la vita dell'autore si legò a quest'opera, la cui prima parte, uscita alla vigilia della guerra mondiale, non venne capita né da A. Gide (che la rifiutò per le edizioni della N.R.F.), né da A. France, né da M. Barrès, né da P. Bourget. Proust la pubblicò a sue spese dall'editore Grasset. Peraltro il mondo letterario si stupì quando nel 1919 il premio Gouncourt andò a laureare À l'ombre des jeunes filles en fleurs (All'ombra delle fanciulle in fiore), opera difficile da capire di un autore ancora poco noto, che faceva seguito a Du coté de chez Swann e che apriva la strada ai successivi Le coté des Guermantes I e II (1921-22; Dalla parte dei Guermantes) e Sodome et Gomorrhe I e II (1921-22; Sodoma e Gomorra), finito di pubblicare l'anno stesso della sua morte.

Nel 1923 Jacques Rivière curerà la pubblicazione di La Prisonnière (La prigioniera), mentre nel 1925 uscirà La fugitive (La fuggitiva), col titolo Albertine disparue alle cui bozze Porust lavorava con accanimento quando, riottoso ad ogni cura, si lasciò morire, dispiaciuto solo di non poter finire la sua opera. E questa in realtà, anche con le pubblicazioni nel 1927 di Le temps retrouvé (Il tempo ritrovato) non si può dire finita.


LA FORTUNA

proust

L'influenza di Proust sulle successive generazioni di scrittori è stata assai rilevante. Tuttavia, a causa dell'irripetibile e in qualche misura sfuggente complessità della sua opera, tale influenza si è esercitata più nell'ambito della teoria del romanzo che in quello della concreta produzione letteraria.

Ancor oggi, l'interpretazione più corrente della sua opera è sostanzialmente limitativa, giacch&grave sottolinea piuttosto gli aspetti di squisita sensibilità della sua arte (si può ricordare, in tal senso, la fortuna dell'aggettivo, "proustiano", usato appunto ad indicare qualità di raffinatezza estrema, decadente e morbosa); tuttavia sembra a poco a poco imporsi il dato fondamentale, costituito dalla sua concezione ardua e severa della poesia e della vita.


LINK

sito completo sulla vita e le opere di Marcel Porust

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vita di Marcel Proust a cura di Alberto Marvisi

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