Quirino Majorana

 

 

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Stanislao Cannizzaro

Quirino Majorana

Ettore Majorana

 Quirino Majorana (da non confondersi con il nipote Ettore, noto al grande pubblico per la sua ancora oggi inspiegata scomparsa nel 1938), nacque a Catania nel 1871, e morí a Rieti nel 1957. Fu direttore dal 1904 al 1914 dell'Istituto Superiore dei Telegrafi e Telefoni dello Stato, e quindi professore di Fisica Sperimentale prima presso il Politecnico di Torino, e in seguito, dal 1921, presso l'Università di Bologna - dove successe ad Augusto Righi come direttore dell'Istituto di Fisica di quell'Ateneo. Conseguí notevoli risultati nel campo delle telecomunicazioni, eseguendo numerose esperienze di radiotelefonia a grande distanza, dei raggi catodici, dell'effetto Volta, dei fenomeni fotoelettrici, della modulazione.
L'avversione dell'illustre fisico verso la teoria della relatività appare costante, e testimoniata anche in diversi altri suoi scritti. In uno di questi ("Gravità, inerzia e relatività", Rendiconti Accademia Nazionale dei Lincei, Vol. XIV, 1953, pp. 733-740), l'autore ebbe a lamentarsi nel seguente modo: "Ritengo che la definitiva conferma dei risultati esposti, possa avere una grande importanza, per il progresso delle moderne teorie fisiche. Per mio conto, cercherò, ove ne abbia la possibilità, di conseguire tale scopo, malgrado che gli organi competenti, per ingiustificate ragioni, non abbiano mai voluto concedermi adeguati mezzi, di lavoro sperimentale".
L'anno precedente ("Considerazioni sulle forze nucleari", Rendiconti Accademia Nazionale dei Lincei, Vol. XIII, 1952, pp. 97-103), la recriminazione era stata del seguente tenore: "Per chiudere questa esposizione, dirò che mi sembra evidente l'attendibilità di quanto ho esposto nelle precedenti Note ed in questa. Penso che i relativisti dovrebbero prendere in considerazione il mio punto di vista, decisamente contrario alla relatività di Einstein. Se il loro silenzio dovesse continuare, mentre io da anni manifesto il mio pensiero, ciò dovrebbe interpretarsi con l'impossibilità di dimostrare l'inesattezza dell'insieme delle mie considerazioni. Invece, la serena discussione, potrebbe chiarificare una questione, che tanta importanza avrebbe per il progresso della scienza".

Discorso contro la relatività di Einstein