I ragazzi di via Panisperna


La sezione descrive la formazione del gruppo dei "ragazzi di via Panisperna", del cui primo nucleo fanno parte Fermi, chiamato a Roma nel 1926 sulla prima cattedra di fisica teorica in Italia fatta bandire da Corbino, e F. Rasetti, che ricopre poco dopo la cattedra di Spettroscopia. Nel 1927 entrano nel gruppo come laureandi anche Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Ettore Majorana. Il gruppo inizia uno studio sulla spettroscopia atomica e molecolare, allora il metodo piú potente per studiare la struttura microscopica della materia: Fermi insegna a Rasetti la fisica teorica e Rasetti inizia Fermi all'arte della sperimentazione, e attorno ai due caposcuola si formano i piú giovani.

Nel 1930 il gruppo di Roma sposta i suoi interessi verso la fisica nucleare, un tema di grande attualita' e denso di problemi da risolvere, primo fra tutti la costituzione del nucleo e il decadimento radioattivo beta (quando il nucleo decade emette un elettrone con uno spettro continuo di energia).

A questi temi e' dedicato il Convegno internazionale di fisica nucleare a Roma, del 1931, al quale intervengono i fisici piu' prestigiosi dell’epoca. Nel 1933 Fermi formula la teoria del decadimento beta.

Edoardo Amaldi

Edoardo Amaldi

Nato a Carpaneto (Piacenza) il 5 settembre 1908, figlio di Ugo Amaldi, illustre professore universitario di Matematica, fu tra i primi allievi di Enrico Fermi a Roma e fece parte del leggendario gruppo dei ''ragazzi di Via Panisperna'', nucleo originario della Scuola di Fisica Romana.

Tra i risultati piú importanti ottenuti dal Gruppo Romano, cui Amaldi contribuí attivamente, sono da ricordarsi gli studi pionieristici sulla radioattività e sulla fisica dei nuclei, che fecero guadagnare ai componenti del gruppo i piú alti riconoscimenti mondiali, culminati nel Nobel per la Fisica attribuito a Fermi nel 1938.

Nello stesso anno, Amaldi fu chiamato sulla cattedra di Fisica Sperimentale a Roma, che ricoprí ininterrottamente per 41 anni. Un ben piú arduo compito fu costretto ad assolvere negli anni immediatamente successivi, in quanto, a seguito delle leggi razziali, Fermi (la cui moglie, Laura Capon, era ebrea), Segrè, Rasetti e Pontecorvo abbandonarono l'Italia.

Amaldi rimase quindi praticamente solo a tenere in vita la fiamma della ritrovata fisica italiana, accesa dal gruppo di Via Panisperna. Ciò egli fece non solo a livello nazionale, riaggregando i migliori ingegni della fisica attorno a progetti di ricerca comune (germi da cui nacquero ad esempio l'INFN, di cui Amaldi fu il primo presidente, e i Laboratori di Frascati), ma anche e soprattutto a livello europeo, con la creazione del "Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle" (CERN) di Ginevra, che costituí il primo esempio di un laboratorio di ricerca in fisica edificato su scala sovranazionale, e che ha giocato un ruolo determinante nella rinascita dell'Europa (dopo la tragedia della seconda guerra mondiale) come protagonista della ricerca fisica internazionale.

Tra i contributi scientifici di Amaldi, oltre quelli già menzionati e a molti altri nel medesimo settore di fisica nucleare e subnucleare, sono da ricordare quelli relativi alla ricerca dei cosiddetti monopoli magnetici e quelli, piú recenti, sulle onde gravitazionali, che testimoniano ancora una volta della sua apertura mentale ai piú disparati campi della fisica.

Accanto alla sua attività di scienziato, occorre anche menzionare l'impegno civile e umano di Amaldi, in particolare la sua adesione al ''Movimento Pugwash'' per il disarmo nucleare e la creazione di ISODARCO (International School on Disarmament And Research on Conflicts), di cui fu presidente fino alla morte. Morí a Roma il 5 dicembre 1989.

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Informazioni sulla vita di Amaldi

Enrico Fermi e gli anni della ricostruzione

Riflessioni di Edoardo Amaldi

Foto di Edoardo Amaldi

Lettere di ed a Enrico Fermi


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