| Creazione di un ipertesto a partire da Il castello dei destini incrociati |
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Il libro VII della Repubblica di Platone si apre con la famosa allegoria della caverna, secondo la quale gli uomini sono come prigionieri in una caverna in cui vedono solo l'ombra delle cose e la scambiano per verità; l'educazione deve far sì che essi riescano ad innalzarsi alla vera realtà, che è quella del mondo intellegibile. L'innalzamento dialettico all'intellegibile, il “volgere l'anima da un giorno tenebroso a un giorno vero” è ciò che si chiama vera filosofia. Ora, se nel libro VII della Repubblica la filosofia sembra coincidere con il possesso compiuto dell'intellegibile, altri testi platonici sottolineano in essa il carattere di ricerca (così il Convito, 204b, dove la filosofia è paragonata ad Amore, figlio di Espediente e Povertà, perché anch'essa sta tra il possesso e la privazione del sapere) ricerca che, altrove, si configura come la "dotta ignoranza" socratica, e funge da principio critico nei confronti dei molti che credono di sapere e non sanno rendere ragione di ciò che dicono. Il mondo in cui la filosofia opera è quindi un mondo non limitato; Cartesio parla della filosofia come d'un “albero le cui radici sono la metafisica, il tronco la fisica, e i rami che se ne ripartono tutte le altre scienze”. "Filosofia"alla lettera significa, infatti, "amore della sapienza" e ogni uomo che si rapporta ad essa nella continua ricerca d'un senso, nella sete di conoscenza dell'ordine del mondo, nell'accettazione pratica del proprio destino in quest'ordine, esprime esattamente la sua essenza. Qualsiasi riflessione, pensiero, idea non sono però condizioni sufficienti per dar vita ad un prodotto concreto accessibile ad altri. L'uomo deve comunicare con l' altro uomo. Il linguaggio ha come funzione principale quella di comunicare conoscenze, di analizzare il pensiero, di consentire il costituirsi nell'uomo di un universo concettuale articolato: "l'uomo circonda se stesso di un mondo di suoni al fine di assimilarne il mondo degli oggetti." La possibilità di esprimere tale universo concettuale si attualizza esattamente attraverso l'interazione con l'altro. Alla base però della semplice comunicazione ci sono delle regole ben precise nell'utilizzo della giusta connessione tra unità sintattiche e semantiche. Il nostro lavoro sul libro di Italo Calvino Il castello dei destini incrociati è stato proprio quello di creare un modello ben costruito di relazioni tra mondi possibili, le pagine web, per dare origine così ad un vero e proprio ipertesto. Abbiamo definito un modello di connessioni elettroniche per indicare le relazioni tra le componenti. L'ipertesto è una rete di elementi e interconnessioni testuali, che giunge così alla realizzazione di un testo-nel-testo. Il castello dei destini incrociati è stato ideato dallo stesso autore Italo Calvino come una possibile struttura di ipertesto: “Ho cominciato con i tarocchi di Marsiglia, cercando di disporli in modo che si presentassero come scene successive d'un racconto pittografico. Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla; accumulai parecchio materiale; ma non riuscivo a disporre le carte in un ordine che contenesse e comandasse la pluralità dei racconti. Stavo per arrendermi, quando l'editore Franco Maria Ricci m'invitò a scrivere un testo per il volume sui tarocchi viscontei.” Recuperando proprio un mazzo di tarocchi viscontei siamo riusciti a riprodurre esattamente le immagini originali delle carte. Il primo problema presentatosi è stato sulla scelta del metodo di analisi al testo: a cosa dobbiamo dare importanza: al testo o alle immagini posizionate al suo fianco come sono state pubblicate dall'editore Mondadori? Calvino stesso ci racconta di aver composto il testo a partire dall'accostamento iconografico delle carte. A differenza di uno scritto l'immagine, e in modo ancor più forte il tarocco, è un segno aperto dovuto alla sua capacità di rimandare a più significati semantici. A partire da queste osservazioni la nostra decisione è stata quella di privilegiare le carte e non il testo. Inoltre, la possibilità di utilizzare un mezzo come il computer, con potenti strumenti grafici, ha inciso sulla nostra scelta. Essendo però, le nostre conoscenze di programmazione limitate al linguaggio HTML, la struttura del nostro lavoro ha dovuto basarsi su semplici elementi. Ad esempio un'idea iniziale di creazione di un testo-gioco, nel quale l'utente costruisse da sé il suo percorso , è stata abbandonata per tali motivi. Per la trascrizione del testo ci siamo serviti di uno scanner e questo ci ha permesso di rendere il lavoro più rapido anche se non ha evitato continue correzioni. La divisione in paragrafi secondo l'edizione del libro e l'introduzione del tag <br> è stata poi cancellata in quanto l'immissione delle carte nello spazio dello schermo ha fatto sì che il testo si giustificasse a seconda della posizionatura delle carte. La scansione delle carte ha comportato ulteriori difficoltà per la precisa riproduzione di un'unica dimensione. Volendo dare risalto al valore grafico abbiamo optato per una dimensione base della carta sufficientemente visibile, ma questo ci ha costretti a non poter posizionare più di tre carte al fianco di un paragrafo. Per questo alcuni paragrafi sono molto distanziati tra di loro, avendo posto la terza carta al di sotto delle altre due. Il lavoro vero e proprio è stato quello di delineare la struttura del nostro ipertesto, iniziando dalla prima pagina, o home page. L'home page è di grande importanza per la creazione di nessi e connessioni fra pagine. La nostra è costituita dall'immagine di un castello, da alcune righe di testo: "in mezzo a un fitto bosco..." e da una barra di navigazione che permette al lettore di entrare in quel nuovo mondo del quale l'home page pone solamente le tracce. Ovviamente i problemi per la realizzazione di questa pagina non sono stati indifferenti, dalla scelta del colore di sfondo all'immagine del castello ... tutti elementi di primaria importanza in quanto basilari per le pagine seguenti del nostro percorso. Infatti il tema conduttore deve essere unico, ogni scelta deve essere motivata e nulla deve essere dato per scontato, ogni minimo elemento è strettamente collegato all'altro in una giusta simmetria di ruoli e posizioni. La stessa scelta del colore di sfondo è perfettamente compatibile con la struttura stessa di quello che è un ipertesto e con la storia stessa di Calvino. Il verde "a trama"rimanda esattamente al tema del bosco, alla storia in sé e a una più profonda riflessione. La trama è la lineare corrispondenza di un dato con un altro. La decisione di come strutturare le pagine contenenti le sette storie ha quindi comportato un lavoro di analisi prima di cosa e poi del come, anche se il come è posto nei limiti delle nostre conoscenze procedurali. Cosa privilegiare ? L' aver dato maggiore importanza alla possibilità del rimando, al segno del segno, alla connessione delle cose, ha comportato una precisa scelta sul delineare come link proprio le carte e non la parola indicante la carta nel testo. Così nella pagina "Le sei storie" sono visibili le prime sei carte che hanno dato origine ad ogni singola storia: il frutto seminato dall'autore e poi coltivato dal possibile lettore. Ma che tipo di lettore? Questo è stato un altro importante problema che ci ha condotti a considerare la relazione che si stabilisce tra autore-testo e lettore. La semplicità e linearità del nostro lavoro è stata creata per un qualsiasi tipo di lettore attirato da ogni forma di novità. Abbiamo quindi cercato di creare un ipertesto per colui che naviga di solito in Internet, attratto da tutto ciò che non sconfina nell'abituale. Questo è stato un altro dei motivi per cui abbiamo privilegiato l'immagine, il tarocco e non il testo. Abbiamo tentato di dar vita a un mondo possibile cui il lettore poco a poco attualizza. La porta di accesso in questo creativo spazio è data dall'home page che attraverso la barra di navigazione permette di accedere a "Il castello", "Italo Calvino", "Le sei storie", " Relazione". L'home page quindi, pone il lettore di fronte a una scelta: cliccando col mouse sulla cartella "Italo Calvino", per esempio, visualizzerà davanti a sé un'altra pagina contenente informazioni relative all'autore. Da questa schermata potrà poi decidere se ritornare all'home page o continuare a scoprire questo piccolo ma misterioso percorso labirintico. Sempre attraverso la barra di navigazione può cliccare su "Relazione" e trovare quello che in questo momento state leggendo. Volendo però, visualizzare la vera e propria storia e scoprire così il significato dell' immagine del castello nell'home page, può cliccare su "Il castello" o "Le sei storie". Nella prima troverà la semplice introduzione del testo, mentre la seconda lo porrà nella condizione di ulteriori possibilità. Qui, come già detto, il lettore può posizionarsi sulla singola carta o titolo della storia, compresa la settima "Tutte le storie" mancante della carta che ha dato origine al brano, essendo un po' il sunto di entrambe. Se però il lettore, una volta giunto in questa schermata, non vorrà più lasciarsi guidare dalla curiosità e vedere dove effettivamente quelle "sei storie” più la settima possano condurre, ha sempre a disposizione la barra di navigazione e cliccare un'altra delle cinque possibili cartelle. Se invece, la visione di queste storie ha colpito sia il suo senso visivo, sia la sua creatività intellettiva o la sua semplice curiosità, può cliccare una carta o il titolo della storia e lasciarsi trasportare all'interno del singolo testo. orizzonte semiotico delle carte La pagina contenente la storia continua ad essere coerente con la dinamicità e linearità di quello che è un ipertesto. Il lettore ha davanti a sé il testo della storia sulla destra dello schermo, mentre sulla sinistra e quindi a fianco di ogni paragrafo contenente la parola denotante la carta, l'immagine della stessa. La disposizione dell'immagine ha comportato, come già detto, non pochi problemi, sia per la stessa riproduzione, dimensione, posizionatura, sia per il giusto allineamento al testo che causava, nel caso di tre o più carte, il distacco del paragrafo. Nel testo di Calvino le carte che componevano la storia, e che apparivano in fila in fondo al testo, non sempre sono citate esplicitamente nel testo, e in un paio dicasi, non comparivano in alcun modo, ne esplicitamente ne implicitamente. Questo ci ha posto il problema di se fosse più corretto inserire o meno le carte non citate esplicitamente. Per questioni di chiarezza nei confronti del lettore che usa le carte come accesso ad altre storie, si è optato per non inserire le carte di fianco al testo se non qualora fossero chiaramente citate. Ogni carta dà accesso a una nuova schermata che sarà il crocevia di acceso per gli altri racconti, il lettore, infatti, può navigare da una storia all'altra, ove possibile. Trovandosi, per esempio, nella Storia dell'ingrato punito, attratto dalla carta La forza, può cliccare su di essa e trovarsi in una nuova schermata. Davanti a sé avrà l'immagine della carta La forza e il titolo delle altre storie che contengono la medesima; cliccando su di esse, il lettore si troverà negli altri testi nei quali compare la carta. La pagina che presenta così l'immagine della carta permette, ovviamente se è nominata in altre storie, di continuare a percorrere il tragitto a trama dell'ipertesto. Il lettore può anche leggere il significato cartomantico nascosto della carta. In questo caso, per chi stesse leggendo tale relazione e volesse continuare a farlo ma, l'impeto della curiosità gli sussurrasse di andare a scoprire quale magico significato abbia tale carta, eccone l'equivalente: energia, lavoro, forza morale, coraggio, impulsività. Questa carta, che è stata utilizzata solo da esempio per esporre la navigazione in tale ipertesto, esprime però, tutte le caratteristiche di cui ci siamo dovuti avvalere per affrontare tale lavoro. In particolare, ha comportato maggiore lavoro la creazione dei raccordi su ogni carta, ovvero il rimando alla schermata contenente la possibilità di penetrare nelle altre storie, ove possibile. E cosa fare per quelle che compaiono solo in una storia? Inizialmente avevamo optato per la non creazione di alcun raccordo sulla carta, poi, analizzando il punto di vista adottato per dar vita a tale ipertesto, abbiamo scelto di creare comunque un raccordo, una possibilità di rimando anche per la singola carta in un'unica storia; questo per non dare un senso di incompiutezza del lavoro. Inoltre, una volta che il lettore giungesse a questa visualizzazione, non potendo, o potendo ma scegliendo di non considerare le altre storie, può cliccare su "Riprendi il filo della storia" e continuare nella lettura-avventura della storia precedente o ancora entrare in un'altra schermata attraverso la barra di navigazione. Ora, per concludere l'esposizione dei problemi riscontrati è bene ricordare quanto l'immagine abbia costituito un riferimento fondamentale sia dal nostro punto di vista filosofico, sia da quello tecnico. Infatti, la sua importanza può essere considerata la radice da cui poi si è ramificato il nostro lavoro. L' aver posto questo come premessa, ha ovviamente comportato molti inconvenienti. L' ipertesto in sé e per sé, oltre ad avere una sua coerenza interna, deve manifestare tale completezza esternamente. Oltre ai problemi relativi alla visualizzazione delle carte, la nostra è diventata una vera e propria opera di restauro. Ad ogni termine denotante la carta all'interno del testo, si è dovuto anteporre un font diverso, oltre all'inserimento dei link e dei raccordi. Un lavoro corretto avrebbe richiesto che, nel momento nel quale il lettore si trovasse sulla schermata di raccordo di una carta, egli venisse rimandato in un altra storia esattamente al punto nel quale compare la carta di raccordo. Questo lavoro e fattibile in un ipertesto attraverso lo strumento del segnalibro che permette di segnare una porzione di testo, che potrà poi essere richiamata nel link, specificando con un simbolo di # successivo al percorso di pagina. Questo lavoro tuttavia richiede una buona quantità di tempo e di pazienza, poiché per ogni carta si deve ricercare il riferimento esatto nel testo. Mancanza di tempo ci ha impedito di portare a termine questo lavoro, anche se, a titolo esplicativo, non si è rinunciato ad applicarlo ad alcune storie. In Tutte le altre storie, essendo presenti la maggior parte delle carte, si è optato inizialmente per la visualizzazione di una singola carta anche se più volte ripetuta lungo il testo. Il risultato però era che si avevano più di tre carte sulla singola riga dando seri problemi di impaginazione e perdendo l’incisività grafica delle singole carte. Quindi alla fine siamo stati costretti a snellire la pagina lasciando solo il testo. Questa nostra decisione si è giustificata anche per il fatto che ogni storia era rappresentata da un singolo commensale mentre Tutte le altre storie ne riunisce diversi. Nella pagina “Le sei storie” non si poteva quindi trovare un’unica carta che li rappresentasse tutti. La stessa denotazione ci ha reso consapevoli di come un semplice apostrofo possa, all'interno di uno strumento tanto avanzato come il computer, comportare difficoltà. Così per "l'appeso", la decisione o meglio, l'obbligo, di nominarlo "lappeso", affinché il computer potesse trovarlo all' interno della cartella img e permettere così tutta la serie di link e raccordi. Tale lavoro ci ha costretti a continue messe a punto per riuscire a creare una vera e propria tela ramificata, una specie di vortice pittoresco dove ogni linea è perfettamente l'inizio e la fine di ogni altra . La scelta del colore ha così avuto la sua incisione: lo sfondo verde ramato, i titoli in marrone, per rievocare il tema della storia: il bosco, gli alberi ... La ricerca dei colori non è stata però semplice, in quanto abbiamo dovuto utilizzare un programma di grafica e adattare una sfumatura che consentisse la riproduzione di una bella visione delle pagine. Ricavato così il codice da inserire nelle pagine html abbiamo constatato la presentazione d'insieme. La continua messa a punto ci ha reso consapevoli di come ogni più piccolo elemento fuori posto o mal posto può far crollare tutta l'impalcatura. Il singolo mattone non permette la costruzione di una casa. Nulla è dato per scontato. Ogni cosa ha un senso. Il senso è però dato all'interno del tutto, ma in comunione con qualcos'altro, il più piccolo elemento è indispensabile per creare un solido universo. Il nostro universo ipertestuale rispecchia esattamente quello umano in cui ogni uomo opera in virtù dell'altro. L'uomo ha bisogno dell'altro sempre e in ogni momento, in tutto l'arco della vita. Niente si crea da sé. |