Conclusioni

 

        Fino ad ora mi sono concentrata su un lavoro, in primo luogo, di analisi  delle forme grafiche dei lemmi guardare e mirare in ciascun testo e, in seconda battuta, di confronto, in base a determinati parametri e operatori di interrogazione, dei suddetti e delle loro reciproche contestualizzazioni.

        Mi sembra ora opportuno compiere una sintesi delle analisi condotte riflettendo, secondo una prospettiva di ampia comprensione dei testi, sulle analogie e le differenze riscontrate nell'uso dei due lemmi da parte degli autori e sul significato più profondo di tali scelte; tanto più che guardare e mirare sono lemmi appartenenti alla stessa categoria di significato dei lemmi della vista.

        Per prima cosa, bisogna affermare che tra i due lemmi, quello di maggior importanza in entrambi i testi è mirare; lo si può notare chiaramente dal confronto del totale delle occorrenze, 66 nel Canzoniere  e 42  nelle Rime di contro ad un totale di occorrenze, per quanto riguarda guardare,  rispettivamente di 47 e 5.

        Per rimanere sempre nel campo delle analogie tra i due autori, si può notare che sia il Petrarca che la Stampa fanno un uso prevalentemente nominale delle forme grafiche del lemma guardare e nettamente verbale delle forme di mirare: scelta a mio avviso significativa perchè presuppone una diversa accezione e considerazione dei lemmi da parte degli autori.

        Certo, è possibile riscontrare anche alcune differenze in merito tra i due testi :
riguardo ad entrambi i lemmi, il Petrarca utilizza forme che la Stampa non contempla, e viceversa;
il Petrarca contestualizza le forme, di entrambi i lemmi,  in modo diverso rispetto alla Stampa, ponendole in prossimità a parole appartenenti ad aree di significato di primo piano, quali, ad esempio, amore e sole; cosa che la Stampa fa solo nel caso delle forme grafiche di mirare, ribadendo, in questo modo, il ruolo di primo piano di questo lemma .

 

        Infine, per concludere, è possibile vedere e riflettere sulle forme grafiche  presenti nel testo con la stessa frequenza dei lemmi presi in esame; ho compiuto una ricerca su forme grafiche di frequenza 2 e di frequenza 15, (i cui risultati sono visualizzabili nelle tabelle corrispondenti);
per quanto riguarda le forme di frequenza 15, sono da evidenziare nelle Rime," amar, morir, onore, ardore", nel Canzoniere, "mirar, spera, sangue, sdegno";
tra le forme di frequenza 2, balzano all'occhio, nelle Rime, "ardire, mostrò, nasconde, rimirar, vedermi, veggon", nel Canzoniere, "accorger, accorti, apparir, mirarla, riveggia, rividi, scorgi, vederle, vedesti, veduto".

 

        Queste sono, a mio avviso, alcune considerazioni utili  per intraprendere una riflessione linguistica  approfondita e competente per raggiungere una maggiore comprensione testuale.

 

 

      

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